OBIETTIVO BAMBINI: ADESSO PENSIAMO A LORO

Dal 24 Febbraio, giorno ufficiale di chiusura di tutte le scuole, attività e servizi per l’infanzia, i nostri ragazzi, soprattutto i più piccoli sono passati in secondo piano nei pensieri di chi ci governa: nessun riferimento a loro nei primi DPCM fino a quello di metà Maggio.

Per i piccoli sono stati mesi lunghi, lontani dalle abitudini consuete, dalla socialità con gli altri bambini, dallo sport, dalle maestre. Pochissime voci si sono levate a difesa dei diritti dell’infanzia durante la chiusura totale e ancora ad oggi il Governo – consigliato dal Comitato Tecnico Scientifico – ha negato ai bambini la possibilità di  un ultimo giorno di scuola per poter salutare compagni e maestre.

Nel mentre, dopo lunghe discussioni, è stata autorizzata la riapertura dei centri estivi dal 15 Giugno: vari Comuni si sono mossi subito, consci della necessità di dover offrire questo importante servizio alle famiglie che hanno l’esigenza – con la ripresa ormai pressoché totale delle attività – di conciliare esigenze di vita familiare e lavorativa. E a Saronno ?  Le attività private si sono organizzate per tempo e saranno pronte a partire dal 15. Anche il classico campus organizzato presso le strutture comunali gestite da Saronno Servizi (Piscina e Palaexbo) ha finalmente annunciato che aprirà le iscrizioni nei prossimi giorni, ma per un numero decisamente inferiore di bambini ed escludendo la fascia 0-6 anni, che rimane la più difficile da gestire, in quanto quasi nessuna struttura ha proposte dedicate a loro, mentre i nidi e le scuole per l’infanzia operavano per tutto Giugno e alcuni anche a Luglio.

Le parrocchie cittadine hanno già da diverse settimane comunicato di non essere in grado per quest’anno di organizzare i tradizionali oratori estivi, che accoglievano nelle estati precedenti un numero di circa duemila bambini e ragazzi. Tuttavia, il Prevosto Don Armando Cattaneo ha confermato piena disponibilità ad offrire gli spazi di tutta la comunità cristiana cittadina a operatori professionali che si vogliano proporre come enti gestori di campus sportivi o artistici per i ragazzi. “Prima i ragazzi” è il bel motto che il prevosto ha scelto per estendere il suo invito anche agli istituti scolastici, qualora avessero difficoltà nel reperire spazi adeguati alla ripresa di Settembre. Un invito che necessità però di una risposta istituzionale pronta e che auspico non cada inascoltato, visto che dal Comune per ora, tutto tace.

E se il Governo ha messo a disposizione delle famiglie un bonus che può essere utilizzato per baby sitting o campi estivi, si può pensare a un aiuto dell’amministrazione comunale per le famiglie che quest’anno si troveranno a dover affrontare costi più salati dei centri estivi e che in molti casi avranno oggettive difficoltà nel pagarli, soprattutto per chi ha più figli. Sarebbe un aiuto dato non solo ai più piccoli, ma anche alle tantissime mamme che in questi lunghi mesi si sono fatte in quattro per gestire casa, compiti, video-lezioni, tempo libero dei bimbi, lavoro (in smart-working) e che adesso hanno il diritto di poter recuperare del tempo anche per loro stesse o di rientrare serene al lavoro in presenza se questo è richiesto dalla professione.  Le donne – spesso la fascia lavorativa più debole – hanno perso molto a causa della pandemia, essendo a loro delegato, ancora di più in questo periodo di emergenza, il compito di cura della famiglia: il 72% dei 2,7 milioni di lavoratori che sono tornati al lavoro il 4 Maggio sono, infatti, uomini.

Mi risulta inoltre che alla data del 7 Giugno gli spazi dei giochi nei parchi pubblici saronnesi siano ancora chiusi, sebbene l’ordinanza 555 di Regione Lombardia del 29/05 ne renda possibile la riapertura con alcuni accorgimenti. Ad oggi solo l’area in zona piscina, gestita da Club House, è utilizzabile dai più piccoli e a dire la verità è anche una delle poche a essere in buono stato. Premesso che tutti gli spazi gioco dovrebbero ormai essere riaperti per la stagione estiva, si potrebbero sfruttare almeno questi giorni di chiusura per riparare e ripristinare – se non è possibile sostituire subito – alcuni giochi veramente in pessime condizioni.

Iniziamo d’ora in poi a pensare ai bambini. Sono stati i più sacrificati dall’inizio della diffusione del virus e hanno diritto a recuperare il tempo che gli è stato sottratto, a vivere un’estate serena all’aria aperta con i loro amici e a superare ciò che di negativo possono aver vissuto in questi mesi, pensando a soluzioni nel rispetto della normativa vigente.

Online il sondaggio per raccogliere dai cittadini idee e proposte sulla città

Gentile Cittadino,
la Squadra di Obiettivo Saronno ha pensato di proporti questo #sondaggio per conoscere cosa pensi del #quartiere in cui abiti. I principali temi che abbiamo inserito riguardano la sicurezza, la vivibilità, l’ambiente, i trasporti pubbilici, i servizi offerti, la presenza dell’amministrazione nell’ascolto e nella realizzazione delle richieste dei cittadini.
Le tue risposte saranno una risorsa importante per noi, le analizzeremo per arricchire il Programma Elettorale da proporre alle prossime elezioni amministrative.
La partecipazione attiva dei Cittadini è uno dei principi fondamentali che ci ha spinto a iniziare questa avventura.

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Grazie per il tuo tempo e la tua disponibilità.
#noisiamolalternativa

Ringraziamo Andrea Elli per le splendide foto

PARTENZA DA SARONNO DELLA TRE VALLI VARESINE: QUALE IL BILANCIO DOPO 4 ANNI?

La partenza della Tre Valli Varesine da Saronno – giunta ormai al suo quarto anno consecutivo – sembra essere diventato un appuntamento fisso per i saronnesi, che però fino ad ora non hanno mai dimostrato di viverla con particolare passione. La ragione si potrebbe forse trovare nel suo esordio poco o per nulla condiviso con la città e per il disagio che crea ai cittadini ed alle attività produttive, bloccando l’intera viabilità per una mattina di un giorno lavorativo infrasettimanale.

Forse non tutti i cittadini sono però a conoscenza del fatto che la partenza delle Tre Valli da Saronno abbia anche un costo per le cassi comunali: solo considerando l’ultimo triennio concordato, il Comune infatti paga alla Società Ciclistica Alfredo Binda (organizzatrice dell’evento) una quota annua, che è stata di € 15.000 nel 2018, altri € 15.000 nel 2019 , che diventeranno €20.000 nel 2020, quando si celebrerà la gara del centenario.

Inoltre il Comune mette gratuitamente a disposizione della società le aree e le attrezzature necessarie per l’area della partenza e per un quartiere tappa consono al livello della gara (che fa parte del calendario dei Mondiali di ciclismo), si impegna a non applicare nessun tipo di imposta comunale per occupazione suolo pubblico, pubblicità ecc e a garantire gratuitamente tutto il necessario supporto della Polizia Municipale e degli uffici comunali coinvolti nell’ organizzazione dell’ evento.

Il costo finale della gestione diventa quindi ben superiore ai 50.000 euro effettivamente pagati per ospitare la gara. Oltre a quanto sopra, nella Delibera di Giunta n°112 del 26/06/2018 si legge: “La proposta contribuisce a dare visibilità alla città ed alla sua vocazione sportiva”. Ma è proprio così? Fino ad ora non sono stati resi noti dei dati che rendano conto di quale sia l’effettivo ritorno economico e d’immagine per la città. Quali attività ne beneficiano – a parte i due o tre grandi hotel che ospitano le squadre – dato anche che alcune piccole attività del centro città si sono pubblicamente lamentate di non aver potuto lavorare nella mattina della partenza?

La questione concerne l’efficacia dell’attività spesata con le già ristrette finanze cittadine. Quali riscontri ufficiali ha avuto l’Amministrazione per poter affermare che Saronno abbia un effettivo ritorno anche economico dalla manifestazione? Per ora non si può dire che il bilancio finale sia quello di un evento sportivo amato e partecipato dalla città.
Entro le ore 12.00 i ciclisti partono, i vigili riaprono le strade, i saronnesi tornano alle attività quotidiane, tutto si svuota in un lampo.

A Saronno cosa rimane?

AREA FESTE: CI SONO ALTRE PRIORITA’

Attualmente manca uno spazio adibito a feste, concerti ed eventi e di conseguenza la volontà organizzativa e lo spirito propositivo delle associazioni si scontrano con problemi di costi, spazio, attrezzature e permessi. E’ in progetto la creazione di un’area coperta, attrezzata con cucina, che possa essere noleggiata dalle associazioni a prezzi convenienti e accessibili. Una struttura a disposizione delle associazioni e dei gruppi che alimentano la vita sociale della città per realizzare feste ed eventi”

Poche righe e la progettualità dell’ “Area Feste” è così liquidata sul Documento Unico di Programmazione per il triennio 2019-2021 (DUP) dove, però, di recente ha cambiato nome ed è diventata “Area Ricreativa e sportiva multifunzionale”: nessun dettaglio su tempi e modi di realizzazione della struttura, niente sulla sua futura modalità di gestione, nessun piano di azione.

Chiari gli scopi: “ che possa essere noleggiata dalle associazioni a prezzi convenienti e accessibili”.

Chiari i costi: nel piano investimenti del DUP 2019-2021 è previsto un investimento triennale di 700.000 euro di cui 500k € nel 2019, 100k € nel 2020 e 100k € nel 2021. Nel 2017 sono stati spesi circa 100.000 euro per l’acquisto di una parte del terreno che ospiterà l’Area. All’inizio del 2019 si è speso circa la metà della spesa di investimento relativa all’anno in corso, pari a 300.000 euro, per acquistare ulteriori due terreni (rif. Albo Pretorio Comune di Saronno). Per l’Area Feste si è quindi già speso 400k euro solo per l’acquisto di terreni e si prevede di spenderne altri 400k euro per la realizzazione della struttura.

Se dovessimo fare un elenco delle priorità della città, l’Area Feste, localizzata in periferia e in una zona già congestionata dal traffico, penso trovi collocazione negli ultimi posti in classifica: in tempi di mancanza di risorse per le strutture pubbliche come questi, infatti, tempi in cui per fare qualsiasi cosa, anche di primaria importanza (penso ad esempio al rifacimento della scuola Rodari, che versa in condizioni disastrose) si deve sperare di vincere un bando regionale, sembra una follia spendere 800.000 euro nella realizzazione di una struttura per le feste delle associazioni della città.

Sarebbe allora più adeguato un investimento per intervenire sul degrado costante di edifici storici come Villa Gianetti e Palazzo Visconti, i quali, in condizioni di agibilità e sicurezza del parco (Villa Gianetti) o del cortile (Palazzo Visconti) potrebbero servire anche a ospitare le feste.

La cifra per la realizzazione dell’Area è considerevole: potrebbe avere un senso spenderla solo se ci fossero molte richieste per eventi di medie/grandi dimensioni che come conseguenza porterebbero un buon ritorno economico e d’immagine alla città e alle casse comunali. Chi ha gestito questo progetto ha svolto un’analisi di mercato valutando i costi e soprattutto i benefici? Non basta cambiare il nome a un progetto per renderlo diverso da “un’area coperta, attrezzata con cucina … la cui realizzazione in questi termini può essere conclusa con un investimento molto minore.

Se poi consideriamo, nella migliore ipotesi, che i costi a consuntivo rispecchieranno la cifra pianificata, senza cioè aggiunta di altro denaro rispetto agli 800k euro, e che i tempi per la realizzazione e messa in funzione saranno rispettati, l’Area Feste sarà pronta all’uso almeno un anno dopo la fine del quinquennio di questa Amministrazione. A quel punto, senza una strategia e un vero piano di gestione, è molto probabile che l’opera rimanga incompiuta e di conseguenza inutilizzata, per altro tempo indefinito. In questo scenario saremmo di fronte ad un vero spreco di risorse e di denaro pubblico che sarebbero potuti essere investiti in progetti più importanti per Saronno.

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