UNITI PER L’OSPEDALE DI SARONNO

COME SIAMO ARRIVATI FINO A QUESTO PUNTO?
Tutto è iniziato quando è diventato operativo il nuovo Regolamento per gli Standard Ospedalieri Decreto Ministeriale n° 70/2015. Il Decreto individua gli standard qualitativi strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture dedicate all’assistenza ospedaliera. Il documento si propone molteplici finalità: aumentare la qualità dell’assistenza, la sicurezza delle cure e l’uso appropriato delle risorse. Riprendendo quanto espresso dalla Legge 135/2012 (Spending Review), viene individuata la durata media di degenza inferiore ai 7 giorni.
VEDIAMO INSIEME I PUNTI SALIENTI DEL DECRETO
Vengono definiti tre tipi di presidi:
Presidi ospedalieri di base (bacino di utenza 80.000 – 150.000 abitanti) dotati di Pronto Soccorso, Medicina Interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Inoltre devono essere dotati di letti di “Osservazione Breve Intensiva”.
Presidi ospedalieri di I livello (bacino di utenza 150.000 – 300.000 abitanti) dotati delle seguenti specialità oltre a quelle dei presidi di base: Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Cardiologia con unità di Terapia Intensiva Cardiologia (U.T.I.C.), Neurologia Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia.
Presidi ospedalieri di II livello (bacino di utenza 600.000 – 1.200.000 abitanti), dotati di DEA (Dipartimento Emergenza Sanitaria) di secondo livello e di strutture che attengono anche alle discipline più complesse.
Conseguentemente a quanto scritto, sono stati stabiliti i bacini di utenza delle relative specialità.
Proseguendo nella lettura si trovano esplicitate, per alcune procedure, soglie minime di volume di attività (ad es. minimo 75 interventi chirurgici annui per frattura femore, per struttura complessa) e soglie di rischio di esito (ad es. minimo 60% di interventi chirurgici entro 48h su persone con fratture del femore di età >=65).
Il finale del documento si dedica brevemente alla continuità ospedale-territorio riaffermando quanto più volte già affermato, ovvero che senza un potenziamento delle strutture territoriali si avranno “forti ripercussioni sull’utilizzo appropriato dell’ospedale”. Le Regioni dovranno conseguentemente procedere, di pari passo, con la ridefinizione della rete ospedaliera, a un riassetto dell’assistenza primaria, di quella domiciliare e di quella residenziale.
PASSIAMO A NOI
La sanità della provincia di Varese necessita di un indirizzo preciso ed il presidio di Saronno deve trovare una soluzione alle criticità emerse negli ultimi anni.
Ecco l’esigenza di preoccuparsi del futuro dell’Ospedale di Saronno, un tema molto sentito: Giovedì 27 Giugno si è tenuto a Caronno Pertusella un incontro intitolato “Ospedale di Saronno: Realtà attuale e prospettive future”. Al tavolo dei relatori il dottor Massimo Beneggi portavoce del Comitato per la salvaguardia del presidio, il dottor Eugenio Porfido a capo dell’ASST e il Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia Emanuele Monti. I comuni firmatari della mozione a sostegno dell’Ospedale di Saronno sono: Gerenzano, Solaro, Misinto, Caronno Pertusella, Origgio, Cislago e Turate, uniti nello scopo di tenere vigile l’attenzione e di sollecitare Regione Lombardia e l’ASST Valle Olona nel dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini. Assente il primo cittadino della città di Saronno, tra l’altro sede dell’ospedale.
Anche in ambito sanitario calza a pennello il concetto di resilienza: essere pronti ad un cambiamento radicale di gestione della Sanità Pubblica e da qui un altro elenco di azioni da mettere in campo: reinvestire, razionalizzare, rimodulare, implementare, flessibilità, sinergie, trasversalità, fare rete ed infine l’imponente volontà di allinearsi agli altri paesi europei. Da cittadina desidero si tenga conto di un aspetto tanto importante quanto lo è l’efficientamento del sistema, ovvero mettere il malato al centro della cura. Come da Comunicato Stampa del 23 Maggio 2019 pubblicato da AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) il Patto per la Salute, rappresenta un’occasione immancabile per rendere ancora più alta l’attenzione del nostro Sistema Sanitario nei confronti della persona. Sempre da cittadina e pensando ad un modo per semplificare le modalità di prenotazione, mi domando se non si possano mettere in campo sistemi alternativi di pagamento del ticket ad esempio attraverso le farmacie, casse automatiche o uffici postali. Un altro aspetto, è quello che riguarda l’informatizzazione e l’avanzamento tecnologico. Sono ancora rari i sistemi di condivisione telematica dei dati clinici tra strutture e medici di Medicina generale; è poco diffusa la possibilità di consultare online le cartelle cliniche ed i referti degli esami diagnostici e diventa Indispensabile la formazione sulla comunicazione clinica o relazione di aiuto per gli infermieri.
La parola Ospedale deriva dal latino hospitale che era il luogo dove si ospitavano i forestieri, le persone disagiate a diversi livelli, un luogo dove ci si prende cura della persona in stato di fragilità. Mai come ora in un clima di incertezza generale, la percezione del cittadino è quella di non sentirsi protetto, e al termine dell’incontro era grande il desiderio di avere risposte chiare e accessibili da parte del pubblico composto anche da molte persone anziane. Auguriamo, in ogni caso, lunga vita al nostro Ospedale e buon lavoro a chi deve affrontare questa grande sfida.

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