MENO TARI SI PUO’

«…e io pago!» così diceva il Barone Antonio Peletti interpretato da Totò nel film “47 morto che parla”.

Non c’è dubbio che dopo l’addio all’IMU sulla prima casa nel 2016, la TARI rappresenti oggi una delle imposte più odiate dai contribuenti italiani per almeno due motivi:

  1. in molte città il servizio di gestione della spazzatura, così lautamente pagato dai cittadini, funziona male, e in questo senso l’allarmante caso di Roma, rappresenta purtroppo un esempio lampante;
  2. molti contribuenti si sono ormai convinti che la TARI non rappresenti una tassa sull’immondizia, quanto piuttosto una sorta di patrimoniale con cui i Comuni finanziano le proprie attività, visti i pesanti tagli ai trasferimenti dallo Stato centrale agli enti locali, con cui hanno dovuto fare i conti in questi anni.

FACCIAMO UN PASSO INDIETRO

Perché la tassa sui rifiuti è aumentata in molti comuni dal 1° di Luglio del 2015?

Milioni di contribuenti si sono ritrovati a fare i conti con aumenti della TARI, la nuova tassa sulla spazzatura che dopo la Legge di Stabilità 2014, è diventata la terza componente della IUC (l’Imposta Unica Comunale), insieme all’IMU che è l’Imposta Municipale Unica e alla TASI (Tassa sui Costi Indivisibili del Comune).

In un passaggio della nuova legge si fa menzione di tutti i crediti che le amministrazioni locali vanterebbero in relazione alle vecchie tasse sull’immondizia, ossia TIA e TARES. Ebbene, i crediti in questione che non sono più esigibili, non sono semplicemente annullati, ma vengono recuperati attraverso la nuova TARI.

Un principio questo che in molti casi, ha portato a inevitabili aumenti della tassazione a livello locale.

Riferendosi ai dati del 2018 l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva aveva sottolineato che in Italia la media della TARI versata dagli italiani, è stata di circa 302 euro per una famiglia di 3 persone che vive in una casa di 100 metri quadrati, ma questo significa che la stessa famiglia in Trentino ha sborsato 188 euro, e in Campania 422 euro in un anno. E proprio il calcolo della Tari è uno dei temi più dibattuti perché la discrezionalità locale della quota dovuta, determina enormi disparità. La Tari applica aliquote più alte anche per le seconde case una politica molto redditizia nei comuni turistici, dove ci sono molte seconde case ed i proprietari non votano.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA A SARONNO

Di seguito alcuni estratti di articoli sul tema raccolta differenziata:

Da LA PREALPINA del 1 Agosto 2018

“La differenziata vola”

Separato correttamente l’80 per cento dei rifiuti. L’assessore all’Ambiente Guaglianone: «Grazie, cittadini»

Da IL SARONNO del 1 Agosto 2018

Raccolta differenziata all’80%

Assessore all’Ambiente Guaglianone: “Risultato davvero importante, il metodo di raccolta differenziata è entrato nel vivere quotidiano dei saronnesi che ringrazio per l’impegno e l’applicazione”.

Da Varesenews  8 Agosto 2019

Attivo il nuovo
servizio di igiene urbana

Il primo di agosto è iniziato il nuovo servizio di igiene urbana aggiudicato ad Amsa ed Econord

Il nuovo appalto è in linea e in continuità con il precedente con un importo di aggiudicazione di circa 3 milioni di euro all’anno per una durata di 5 anni che non andrà ad incidere sull’aliquota della TARI.

Queste parole potrebbero risultare incoraggianti visto che fino a quest’anno, Il paradosso è stato che anche se conclamato il virtuosismo nel buon espletamento della raccolta differenziata, la TARI a Saronno non è mai diminuita, anzi quella relativa al 2019 è aumentata dell’8.05% in più, rispetto allo scorso anno. Un rialzo che appare del tutto ingiustificato a fronte di un servizio di raccolta e smaltimento che negli ultimi anni è rimasto sostanzialmente invariato!

Da LA PREALPINA dell’8 Agosto 2018

RIFIUTI E PIATTAFORMA SOTTO CONTROLLO

Guardie al punto raccolta. Al via il nuovo appalto con Econord

….L’impegno dell’Amministrazione del sindaco Alessandro Fagioli è poi stato quello di mantenere invariate le abitudini dei saronnesi per quanto riguarda i giorni di raccolta e le zone.

Il Sindaco Fagioli dice: “Tra gli aspetti più significativi, sui quali abbiamo voluto puntare vorrei sottolineare l’entrata in servizio di guardie giurate per ridurre i problemi che in questi anni si sono verificati nel centro raccolta – in questo modo abbiamo inteso andare incontro alle esigenze dei concittadini….”

Il cittadino ha il “diritto” e non “l’esigenza” (quasi fosse una richiesta non legittima) di recarsi alla piattaforma ecologica in tutta sicurezza e libertà senza dover sottostare a forme di estorsione come era ormai consuetudine.

LA TARI E’ INIQUA E ANDREBBE CAMBIATA

Uno studio della Banca d’Italia sostiene che l’imposta penalizza i più poveri e rappresenta una sorta di “patrimoniale occulta”.

A confermare in particolare questa impressione, ovvero quella di una TARI che funge in realtà da patrimoniale occulta, arriva un autorevolissimo studio della Banca d’Italia, secondo gli esperti di Palazzo Koch infatti, i criteri attuali con cui è calcolata la tassa sui rifiuti la rendono non equa. Lo studio di Bankitalia sottolinea l’importanza della tassa per le finanze degli enti locali che assicura un gettito di 10 miliardi (il 60% del quale a carico delle famiglie) e pari a un quinto delle entrate comunali. Si tratta, tra l’altro, dell’unico tributo sulla prima casa dopo l’abolizione dell’IMU nel 2016. La TARI è molto lontana dalla logica della benefit taxation, essendo legata alla dimensione dell’abitazione e a quella del nucleo familiare.

Il problema sta nel fatto che il DPR 158/1999 è quasi tutto strutturato sulla base di “presunzioni”.

Viene presunta la “quantità” di rifiuti che ogni tipologia di utenza conferirà al servizio pubblico (ma questo potrebbe superarsi con la “pesatura” del rifiuto complessivo), è presunta la “qualità” dei rifiuti per ogni tipologia di utenza, anzi la stessa “qualità” viene, tutto sommato, uniformata per tutte le utenze, in quanto l’unico parametro preso in esame nelle tabelle contenute nel medesimo DPR è esclusivamente il parametro della quantità.

Con una “tariffa puntuale” solo due parametri dovrebbero contare, la quantità dei rifiuti conferiti e la loro composizione merceologica,  (che ha un’importanza determinante), in quanto per ciascuna tipologia di rifiuto, esistono tecnologie differenti per il loro trattamento finale, con costi (alle volte ricavi) differenti, senza quindi alcuna parametrizzazione di superfici.

I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico hanno la facoltà di applicare, in luogo della TARI, una tariffa avente natura di corrispettivo.

Concludiamo con altri due estratti di articoli dove, in due comuni appartenenti alla stessa regione e con lo stesso numero di abitanti,  Saronno e Lissone, siano state fatte scelte  diametralmente opposte per quanto concerne la gestione di questa tassa:

Da IL SARONNO del 28 Dicembre 2018

Aumento Tari, Fagioli:

“Finchè la questione settentrionale non viene risolta continueremo a pagare le inefficienze dello Stato”. In questo articolo il Sindaco se la prende con Di Maio che non vuol costruire inceneritori e che quindi essendo saturi, chi ha in gestione gli impianti può permettersi di alzare le tariffe.

Comunicato Stampa (Marzo 2019) Città di Lissone (40.787 abitanti)

Il Consiglio Comunale di Lissone nel febbraio scorso, ha approvato il piano finanziario per la determinazione dei coefficienti di calcolo e delle tariffe della tassa sui rifiuti (TARI). La riduzione della tariffa è superiore del 3% per le utenze non domestiche per andare incontro alle attività commerciali, mentre rimane invariata per quelle domestiche. Il mantenimento dell’aliquota per le utenze domestiche è per gran parte “merito” proprio dei cittadini lissonesi: con l’incremento della raccolta differenziata giunta al 78%, si è così potuto contenere l’incremento dei costi legati allo smaltimento del rifiuto indifferenziato.

L’adeguamento della TARI sarà uno dei temi nel programma di Obiettivo Saronno quale indispensabile strumento per un percorso verso la città intelligente. E’ un argomento di grande rilevanza che rientra sicuramente in una sfera di azioni molto ampia, che dovranno essere pianificate e sperimentate. La differenziata non rappresenta il fine ma una fase che se ben realizzata, non può prescindere dal riciclo dei materiali. Il riutilizzo dei rifiuti da raccolta differenziata e da differenziamento industriale non è conveniente solo dal punto di vista dell’inquinamento, ma anche da quello economico. Avremo occasione di parlarne in modo più approfondito.

Siamo forti di questa convinzione: “le soluzioni dei problemi non devono avere bandiere politiche”.